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Convegno Vocazionale Nazionale per le Vocazioni
febbraio 2026 - 🕑 4 minuti circa di lettura

Roma 3-5 gennaio 2026

Il tema del convegno, “ASPIRATE ALLA SANTITÀ OVUNQUE SIATE”, tenutosi dal 3 al 5 gennaio 2026 presso il TH Carpegna Palace di Roma, a cui ho partecipato, ha guidato giornate intense di ascolto e confronto: tante relazioni, nuove sfide e prospettive per l’animazione vocazionale oggi.
 
Il tema del Convegno ha, quindi, approfondito l’invito di papa Leone XIV, dal titolo “Aspirate alla santità, ovunque siate”, a coltivare l’amicizia con Gesù.
 
Un appello forte, quello del Papa, a non accontentarsi di una fede mediocre, ma a coltivare ogni giorno l’amicizia con il Signore attraverso l’ascolto della Parola, la preghiera, l’adorazione eucaristica, i sacramenti e la carità, per permetterci, alla luce del Vangelo. di crescere in noi e attorno a noi, ovunque siamo chiamati a vivere.
 
La tematica è stata sviluppata attraverso due relazioni: la prima “Sete di spiritualità nell'umanità contemporanea” tenuta dalla professoressa Cecilia Costa e la seconda affidata a don Mario Torcevia (ordinario di teologia spirituale presso lo studio teologico san Paolo di Catania), sul tema: “Vita dei Santi Vangelo vivo e fonte per la pastorale vocazionale”.
 
  • La prima relazione ha sfatato l’idea che tutti noi pensiamo, secondo cui oggi nella nostra società non c’è posto per la spiritualità, dimostrando che ve ne è più di prima, soprattutto nei giovani.
 
  • La seconda ha messo in evidenza come la vita dei Santi che ci hanno preceduto, è sempre attuale perché dimostra che ad ogni età e in qualunque situazione si può vivere il Vangelo se si è in relazione piena con Dio, guida di ogni nostra azione. Si diventa Santi, dunque, solo se si riconosce che Dio è Autore della nostra vita e della nostra felicità e lo si diventa solo se si conosce e si mette in pratica l’insegnamento di Gesù contenuto nei Vangeli.
 
Sono state presentate diverse figure di santità poco conosciute ma capaci di parlare con forza al nostro presente proprio perché hanno vissuto il Vangelo spesso anche nel nascondimento.

Intensissime e indimenticabili sono state le lectio sanctitatis tenute dalla professoressa Lodovica Maria Zanet, che hanno scandito le tre giornate come un filo rosso, presentandoci figure di santità poco conosciute, ma capaci di parlare con forza al nostro presente, proprio perché hanno vissuto il Vangelo spesso nel nascondimento.

Il primo giorno attraverso i santi giovani Manuel Foderà e Marco Gallo, abbiamo contemplato l’amore che proviene da Dio, che non chiede niente ma che dà tutto e che può davvero trasfigurare delle vite.
 
Nel secondo giorno, con suor Maria Consolata Betrone e la beata Giuseppina Catanea, abbiamo varcato la soglia della clausura attraverso il carisma delle clarisse cappuccine e delle carmelitane scalze, scoprendo come la grata non sia una separazione dal mondo, ma l’individuazione di un luogo missionario dove incontrare continuamente i fratelli nella preghiera e nell'offerta.

Nel terzo giorno, infine, il nostro sguardo si è proiettato nel campo della missione attraverso le figure di Carlo Salerio e Mario Borzaga, testimoni di un “sì” rinnovato anche nella prova, radicato in una fede capace di dono totale.
 
Infine, attraverso i laboratori di pastorale vocazionale e le prospettive della tavola rotonda, abbiamo potuto vivere una Chiesa realmente sinodale, cioè una pluralità di voci ed esperienze che, partendo dalla vita concreta, condivide prospettive diverse sull’ecclesialità, passando dal mondo della pastorale giovanile a quella delle famiglie, dal mondo della salute a quella del dialogo ecumenico e interreligioso, fino a un impegno sulla tutela dei minori.
 
Questa esperienza, che porteremo nel nostro cammino vocazionale, ci ha fatto sorgere delle domande vive ed attuali per noi che siamo i chiamati dal Signore: C’è vita nella nostra Chiesa? C’è spazio per ciò che nasce? Amiamo e annunciamo un Dio che rimette in cammino?
 
Concludo:
Un’esperienza molto bella che diventa un impegno concreto: continuare a pregare per le vocazioni, perché ogni chiamata trovi cuori disponibili e comunità accoglienti.
Paola Gambino

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