News: Conferenza Italiana degli Istituti Secolari - Apostole del Sacro Cuore

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A Roma, presso l’Istituto Patristico Augustinianum,
si è svolto il Convegno Nazionale della Conferenza Italiana degli Istituti Secolari,
con il patrocinio della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.
 
Il tema trattato: << Oltre e in mezzo: gli Istituti secolari, storie di passione e di profezia per Dio e per il mondo>>. Circa trecento o più partecipanti.

La Presidente Marisa Parato, nella sua introduzione, ci ha consegnato le parole di saluto di papa Francesco che ha definito rivoluzionaria la forma di consacrazione dei fedeli laici e dei presbiteri diocesani chiamati a vivere i consigli evangelici nella secolarità in cui sono immersi in forza della condizione esistenziale o del ministero pastorale. Il Papa ha parlato di novità che coniuga la consacrazione con la secolarità in unità di vita e ci ha esortato a restare fedeli alla nostra identità ed ai carismi riconosciuti dalla Chiesa. La consacrazione secolare, che trova le sue radici nella Incarnazione del Figlio di Dio, ha la missione di esprimere con la vita quella di Dio che si è incarnato.

La nostra consacrazione non è un atto individuale perché è una “azione” vissuta in una fraternità di comunione e di condivisione. La nostra secolarità comporta lo stare dentro una realtà creata, là dove vanno cambiate le strutture di peccato e di pensiero per consentire la santificazione in questo mondo, quindi la nostra è intesa come presenza trasformante in senso evangelico. Dice ancora Papa Francesco: “ il vostro stare dentro il mondo non è solo una condizione sociologica, ma una realtà teologica, ossia, è portare nel mondo, nelle situazioni in cui ci si trova,  la parola che si ascolta da Dio, ciò che Dio vuole dire “agendo” nel mondo”.
 
I diversi Relatori hanno ribadito quanto espresso dal Papa delineando anche l’iter storico compiuto dagli Istituti Secolari (IS) in questi settanta anni dalla data della loro nascita con la Provida Mater Ecclesia. Come ha detto Maria Rosa Zamboni, moderatrice assieme a Rosalba Rossi, stiamo festeggiando il nostro compleanno e dovremmo essere felici perché << DALLE RADICI LONTANE AI NUOVI GERMOGLI>> di oggi continua l’esistenza di IS che ci portano a guardare al futuro.  Con particolare riferimento alla lettera indirizzata ai Vescovi della Chiesa Cattolica sugli IS intitolata “CONSACRAZIONE e SECOLARITA’”, Mons. J. R. Carballo OFM, ha ribadito che è di fondamentale importanza la formazione attuale più di quella iniziale. E’ più esigente perché richiede una maggiore attenzione e discernimento per essere più aperti alla volontà di Dio e, inoltre, occorre che tutta la vita sia vissuta in comunione con Dio e con i fratelli in senso pieno e totale. E’ necessario essere presenza incisiva in ogni periferia, creare cultura e impegnarci a studiare per poter dialogare con le culture attuali. Durante il Convegno si sono susseguite anche diverse testimonianze articolate sul tema <<STARE NEL MONDO CON GLI OCCHI di DIO>>.
 
Infine, sul tema <<CARISMA e PROFEZIA>> si sono espresse due Relatrici, Margherita e Barbara, entrambe appartenenti alla equipe della Presidenza e del Consiglio della CMIS, rispettivamente: I) l’una ha dato relazione dei lavori svolti riguardanti le diverse tappe della formazione, la formazione dei formatori,…, gli elementi fondamentali quali la preghiera personale,…, gli ambiti quali la maturità umana , i carismi, gli strumenti,…, i modi di formazione, di accompagnamento,… II) l’altra  ha ribadito che occorre rendersi conto che il carisma degli IS si rigenera in continuazione e ha detto che c’è un cambiamento in atto, che è elemento costitutivo della consacrazione secolare, con una immersione profonda nell’umano con cui vivere i consigli evangelici.
 
In cosa consiste la teologia degli IS? Proprio in questo, nella capacità di cogliere la profondità dell’umano perché è la vita stessa che forma la consacrazione. Occorre una formazione che parta dalla narrazione della vita per rievocare, ricordare, custodire, riscoprire la presenza di Dio negli episodi della vita e “la Sapienza” è passione per la vita polverosa di ogni giorno. C’è anche da riscattare il significato del corpo, accanto a quello escatologico della carne del mondo. Pensiamo a Gesù che, con la sua carne e le sue ferite, è entrato nella Trinità SS.ma.
 
Tanto si potrebbe dire. E’ stato bello tutto, tanto più che in Pz. S. Pietro tutte eravamo con il Papa a recitare l’Angelus e poi in Basilica, all’altare della cattedra per la S. Messa di chiusura, cantata dal coro e celebrata da S. Em.za J. Braz Card. de Aviz Prefetto CIVCSVA.
 
Lucrezia

Tutte le relazioni verranno pubblicate su “Incontro” e, se interessa a chi non è abbonato, è possibile telefonare alla segreteria CIIS per chiedere le copie.
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