Ritrovare il senso del Natale - Apostole del Sacro Cuore

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 Ritrovare il senso del Natale  

Se diamo uno sguardo al nostro mondo, potremo notare come oramai Il Natale non appartiene più solo alla comunità cristiana, ma a tutti gli uomini, in quanto è una festa diffusa in tutti i continenti. Ha assunto un significato universale ma allo stesso tempo trasversale. È la festa dell’Uomo, di Gesù Cristo. Ed insieme, come da tradizione antichissima, è la festa della Luce. Potremmo dire che è la festa dell’Uomo ridestato dalla Luce.
 
Questa festa resiste e va sempre più diffondendosi, nonostante le leggi del mercato capitalistico ne stiano modificando profondamente il significato affettivo e soprattutto spirituale, denudandola del suo significato mistico e simbolico.

Se andiamo alla ricerca dell’origine del Natale potremmo osservare che esiste un Natale dal punto di vista storico, geografico, storiografico, ed un altro che include il punto di vista mitico e mitologico, molto più antico, legato ai ritmi del sole e della luna, alle festività solari, al solstizio d’inverno e al culto del “Sol Invictus”. Scopriamo, così, che questa Celebrazione detiene fin dall’antichità una importante dimensione cosmica.
 
Ogni Natale ci riporta nella dimensione del mito e del rito, un rito collettivo che ravviva sulla terra luci e speranze, proprio nel periodo in cui le tenebre sono più lunghe.
 
Ogni anno, mentre prepariamo il presepio o addobbiamo l’albero, ripercorriamo le strade della memoria, ritroviamo i gesti che abbiamo appreso fin dall’infanzia, e si rinnova con le varie età della vita tramandandosi di generazione in generazione. Questo vale per le famiglie, per i genitori, ma anche per chi è solo, perché nella notte di Natale volenti o nolenti ci si sente coinvolti in un evento che abbraccia tutti, perché parla in maniera misteriosa a tutta l’umanità. È come se si andasse dal macrocosmo al microcosmo, non solo le tenebre planetarie iniziano a recedere (vedi solstizio d’inverno 21 dicembre), ma anche quelle dentro di noi.  Ma per far questo è importante avere “occhi di lucerna”, come dicevano gli antichi, cioè avere occhi pieni di luce e quindi prestare attenzione alle cose intorno a noi.
 
L’Attenzione ci riporta nel presente, ci aiuta a fare spazio dentro di noi, tra i nostri pensieri e i nostri malumori. Grazie all’Attenzione può capitare di guardare l’ennesima serie di luci natalizie e stupirci nell’attribuire loro un valore nuovo.
 
Questa festa continua a coinvolgerci probabilmente perché ha radici profonde, che evocano dimensioni quasi dimenticate e parla un linguaggio di cui abbiamo smarrito l’alfabeto, ma di cui la nostra anima conserva ancora qualche eco.

Gioele D'ambrosio
Compagnia Apostole del Sacro Cuore
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